In passato l'economia era per lo più basata sull'allevamento degli ovini e la lavorazione del legno; dopo l'Unità d'Italia la crisi dell'agricoltura e della pastorizia, iniziata già sotto il Regno di Napoli, causò una massiccia emigrazione. L'istituzione del Parco Nazionale d'Abruzzo, il 9 Settembre 1922, indicò la strada di un nuovo sviluppo: oggi Pescasseroli può essere considerata, oltre che un'area residenziale, un grosso centro artigianale e un'importante stazione turistica sia estiva che invernale, con i suoi 20 km di piste da sci, oltre che base di partenza per molti itinerari escursionistici nel Parco.Il luogo, ricco di acqua, boschi e grotte naturali, era abitato sin dalla Preistoria, e la fortezza Castel Mancino(oggi area archeologica), grazie alla sua posizione strategica, fu una borgo abitato dell'antico popolo dei Peligni, prima ancora dell'avvento della civiltà Romana. Nel basso Medioevo fu feudo dei Conti di Celano, in seguito dei Di Sangro e dei D'Aquino. La prima menzione si ha su una Bolla di Papa Pasquale II, che indicava la chiesa di "Sancti Pauli" sotto la giurisdizione di "pesculum serulae". Sulle rovine di una fortezza Italica venne costruito nel XIII secolo il castello, per controllare l'accesso alla Valle del Sangro. La storia di Pescasseroli è legata in gran parte alla sua tradizione pastorale e artigianato del legno. Il villaggio era base di partenza di uno dei tre grandi "tratturi" che portavano a Sud(Pescasseroli-Candela), attraversando le attuali regioni del Molise e della Puglia. Oggi è meta per i tanti turisti che giungono da ogni parte d'Italia e del mondo, per ammirare e la bellezza paesaggistica e le bellissime montagne che fanno da contorno alla "bella conca verde"(Benedetto Croce).