Chi era Sant'Antonio Abate?

S. Antonio nacque da una famiglia ricca. Rimasto orfano, lasciò le sue ricchezze alla comunità contadina, secondo un costume frequente a quei tempi, per ritirarsi nel deserto.Qui cominciò a lottare contro il maligno che lo incitava al peccato; L’immagine di S. Antonio con il maiale indiavolato è inseparabile nella tradizione popolare. Morì il 17 gennaio del 356. Nell’XI secolo le sue reliquie furono portate in Francia. Questa traslazione spiega la grande devozione che la Francia e tutto l’Occidente ebbero per il Santo. Non bisogna dimenticare che è invocato per la guarigione di numerose malattie infettive, e in special modo per una grave infiammazione per l’appunto chiamata “fuoco di S. Antonio”. E’ il protettore degli animali domestici. La festa in suo onore iniziava al mattino presto con il saluto familiare di grandi spari, che portavano subito nel clima della giornata. Si assisteva, poi, alla Messa solenne nella chiesa stracolma di gente. Dopo la messa, nello spiazzo antistante la chiesa, si svolgeva la benedizione degli animali. Parte integrante della festa di S.Antonio è considerato il fuoco,anch'esso benedetto. E’nota, l’importanza che rivestiva il rituale legato al fuoco come elemento beneaugurante.

Fuoco di Sant'Antonio

  Il fuoco di Sant'Antonio è causato da un ceppo virale appartenente alla famiglia degli herpes virus, chiamato herpes zoster, e responsabile, tra l'altro, della comparsa della varicella.Sant'Antonio è conosciuto come Santo protettore del fuoco, quel fuoco che richiama il prurito e la sensazione di bruciore ardente, tipici dell'omonima malattia infettiva.Tutti coloro che hanno a che fare con il fuoco vengono posti sotto la protezione di Sant'Antonio, in onore del racconto che vedeva il Santo addirittura recarsi all'inferno per contendere al demonio le anime dei peccatori.

Catena di sant'Antonio

Che cos'e la catena di Sant'Antonio? Una catena di sant'Antonio è un sistema per propagare un messaggio inducendo il destinatario a produrne molteplici copie da spedire, a propria volta, a nuovi destinatari. Tra i metodi comunemente sfruttati dalle catene di sant'Antonio vi sono storie che manipolano le emozioni, delle persone,che promettono un veloce arricchimento e l'uso della superstizione per minacciare il destinatario con sfortuna, malocchio se "rompe la catena" e rifiuta di aderire alle condizioni poste dalla lettera. 
Perchè c'è di mezzo Sant'Antonio? Le catene di sant'Antonio traggono il proprio nome dal fenomeno che consisteva nell'inviare per posta lettere ad amici e conoscenti allo scopo di ottenere un aiuto ultraterreno in cambio di preghiere e devozione in particolare a Sant'Antonio che  è considerato uno dei santi oggetto di maggiore devozione popolare, in tutta Italia.Negli anni cinquanta del Novecento erano infatti diffuse lettere che iniziavano con "Recita tre Ave Maria a Sant'Antonio" e proseguivano descrivendo le fortune capitate a chi l'aveva ricopiata e distribuita a parenti e amici e le disgrazie che avevano colpito chi invece ne aveva interrotto la diffusione.
Email? Ingenuità e non conoscenza! Le catene di Sant'Antonio sono un fenomeno che non solo è riuscito a sopravvivere fino ad oggi ma che ha visto una vera e propria esplosione grazie alla diffusione delle e-mail dalla metà degli anni novanta. Attraverso Internet è infatti possibile inoltrare un identico messaggio a tutti i propri conoscenti in pochi secondi, con una singola operazione.Quella delle catene di sant'Antonio è fin dagli albori di Internet una pratica espressamente vietata, ma rimane ugualmente diffusa attraverso persone che in tal modo dimostrano involontariamente, oltre ad una certa ingenuità,la loro scarsa o nulla conoscenza del mondo dell'informatica e della rete.

E'tutta una bufala!

Nella totalità dei casi i messaggi delle catene contengono informazioni completamente false, inventate o riadattate, in special modo quelle storie che puntano a sfruttare il lato emotivo del destinatario. Possono essere appelli di vario tipo, da appelli umanitari ad allarmi per ipotetiche emergenze. La loro diffusione è basata sulla disattenzione di quella percentuale di destinatari che, dando per scontata la veridicità delle informazioni riportate nel messaggio, lo girano immediatamente ai propri conoscenti, senza effettuare verifiche. 
Le minacce di sfortuna, malocchio, morte o altro sono sempre completamente false!

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